Per questo motivo nel novembre del 2000 sono
state emesse tutta una serie di regole che disciplinano l'utilizzo dei sistemi di video
sorveglianza e anche il relativo trattamento dei dati.
Successivamente questa normativa è stata
aggiornata nel 2004, in conseguenza all'entrata in vigore delle disposizioni specifiche in materia
di protezione dei dati personali.
Innanzitutto bisogna considerare che l'installazione di un impianto di video sorveglianza deve
essere correlato al suo utilizzo e dovrebbe essere utilizzato unicamente quando le altre misure di
protezione risultano non sufficienti oppure inattuabili.
Inoltre bisogna informare e rendere chiaramente visibile l'indicazione che in quell'area si stanno
raccogliendo determinati dati o determinate immagini, in modo da informare le persone che
transitano.
Se inoltre queste immagini vengono registrate, vengono stabilite delle limitazioni per
quanto riguarda la conservazione dei dati, che devono essere limitati a poche ore o al massimo a un
giorno. In casi particolari, come ad esempio per quanto riguarda le attività delle banche, sono
ammessi tempi superiori ma che comunque non oltrepassano la settimana.
Non è consentito effettuare rilevazioni a fini pubblicitari, promozionali o turistici attraverso
strumenti come webcam o strumenti simili, che possano rendere identificabili i soggetti che vengono
ripresi. altresì vietato sorvegliare a distanza lavoratori sia internamente agli difficili che
non.
quindi possibile installare ad utilizzare sistemi di videosorveglianza senza il consenso degli
interessati, rispettando le indicazioni e le prescrizioni generali indicate dal garante, nei casi
in cui chi utilizza questi sistemi persegue un fine legittimo per tutelare beni o persone contro
potenziali rapine, furti o atti di vandalismo.